Una fabulazione favolosa
non prende nulla di letterale
in flessibilità apparente
e in libertà totale
nella coscienza
e tutto il resto
funziona bene
per i dolci angeli
traghetti e gnomi
forse anche unicorni
per esseri umani soprattutto
quando ancora tanto giovane
di nuovo abbastanza vecchi
forse anche demente
fuori dal corpo
mentre letteralmente
si blocca in modo stretto
per tirare i cosiddetti
denti marci ed impuri
delle linee esclusive
tra noi stessi e loro
ignorando che siamo tutti
intrecciati insieme in un'unità
che tutti cercano di proteggere
ma la maggior parte calpesta
con i loro stessi piedi
inquinando in eccesso
invece di purificare
con quello che pensiamo
che diciamo e tutti fanno
in questo stesso corpo
qui ed ora.
“Sunrise miracle”
Contemplare il corpo come corpo
“In questo modo egli rimane a contemplare il corpo come corpo internamente, oppure rimane a contemplare il corpo come corpo esternamente, oppure rimane a contemplare il corpo sia internamente che esternamente. Oppure rimane a contemplare il corpo nella sua natura di sorgere, o rimane a contemplare il corpo nella sua natura di svanire, o rimane a contemplare il corpo nella sua natura sia di sorgere che di svanire. Oppure la consapevolezza che ‘c'è un corpo’ è semplicemente stabilita in lui nella misura necessaria per la semplice conoscenza e consapevolezza. E rimane indipendente, senza aggrapparsi a nulla nel mondo. È così che [si] rimane contemplando il corpo come corpo.”
— Satipaṭṭhāna Sutta – Majjhima Nikāya – the middle length discourses of the Buddha, tradotto dal Pali da Bhikkhu Ñāṇamoli e Bhikkhu Bodhi
La favolosa realtà non-favolistica

